Un soggiorno linguistico personalizzato

Grazie al campus online my.Eurocentres, la fondazione sostenuta dal Percento culturale Migros mostra come si apprendono le lingue nell’era digitale.

Autore: 27 aprile 2016, Jacqueline Beck

Dall’inizio dell’anno Patricia legge le pagine di Netflix solo nella versione originale inglese. Si è comprata il libro «Game of Thrones» e un adattatore internazionale per lo smartphone – sono i preparativi per il suo soggiorno linguistico in Inghilterra. In aprile la 22enne svizzera ha soggiornato per tre mesi a Brighton al fine di prepararsi al Cambridge Certificate in Advanced English. Patricia necessita del certificato per insegnare inglese alle superiori.    

Alcuni giorni prima della partenza Patricia si è loggata sul campus online della sua scuola di lingue. Ha collegato il suo profilo a facebook per vedere l’aspetto dei suoi futuri compagni di classe, e ha passato in rassegna gli esercizi della categoria «Prima di iniziare la scuola». Eurocentres, la fondazione europea di centri linguistici e formativi sostenuta dal Percento culturale Migros, ha investito molto presto sul concetto di blended learning, che consegna l’aula scolastica alla realtà digitale. I circa 13'000 visitatori all’anno delle oltre 35 scuole my.Eurocentres lo possono usare dal momento della riservazione fino alla fine del soggiorno linguistico. 

Ma perché recarsi ancora all’estero, quando vi sono dei corsi online che permettono di apprendere in modo flessibile? Senza contare i film in lingua originale e i giornali disponibili su internet, o il fatto che a volte basta una capatina in lavanderia o in cantina per un incontro interculturale?

Immergersi, online e offline

«In Inghilterra ho fatto dei progressi incredibili», racconta Annalucia, 28 anni, italiana. Due settimane or sono è ritornata a Mantova, sua città natale, dove ora la giurista spera di trovare lavoro in un’azienda internazionale. È tuttora in contatto con la famiglia che l’ha ospitata e con la sua insegnante, nuovi amici conosciuti durante i sei mesi trascorsi insieme. L’ambiziosa studentessa di lingue ha approfittato molto dell’ambiente circostante: «A Brighton ero circondata dalla lingua e dalla cultura inglesi. Se volevo farmi capire e costruire delle relazioni, era necessario che mi lasciassi andare completamente».

Durante il tutoring settimanale Annalucia discuteva con l’insegnante il suo livello di apprendimento, cercando di individuare cosa mancasse per raggiungere il traguardo personale. Sul suo profilo del campus online my.Eurocentres trovava poi gli esercizi consigliati. In questo modo Annalucia ha potuto svolgere dei test e seguire da vicino i propri miglioramenti nell’espressione orale e scritta, individuando le lacune ancora presenti nella comprensione, nella grammatica e nel vocabolario. Per gli Eurocentres l’accompagnamento da vicino dello studente riveste un ruolo molto importante.

«È quello che si aspettano oggi gli studenti»

«Il programma ha allargato le nostre possibilità di insegnamento», afferma Zoe, 34 anni, attiva all’Eurocentres di Brighton da dieci anni. «Quello che avevamo a disposizione prima era molto buono, ma ora ci spingiamo ancora un passo oltre, nel segno dei tempi». Gli strumenti digitali permettono a questa insegnante appassionata di rispondere in modo individuale ai bisogni degli studenti. L’insegnamento in classe è completato dalle unità di studio individuale, che possono essere organizzate in modo flessibile. L’insegnante prepara del materiale scolastico personalizzato cui gli studenti possono attingere quando e dove vogliono. 

Ma fino a che punto funzionano le cose, se non appena si va online Facebook, Instagram e Youtube non fanno che offrire momenti di distrazione? Senza contare che fuori la vita chiama, le nuove conoscenze aspettano, e a Brighton ci sono la spiaggia e molti pub? 

«Ovviamente potrei sfruttare ancora di più il programma», dice Zoe, «ma questo vale per qualsiasi cosa». L’insegnante è sicura che proprio grazie allo strumento digitale si impara ad essere responsabili del proprio processo di apprendimento. La trasparenza della piattaforma e la varietà dei contenuti di apprendimento che vengono offerti stimolano questa prospettiva. Attraverso articoli di giornali o estratti video my.Eurocentres rende attenti all’attualità del Paese in cui si soggiorna; questi vivaci elementi vogliono stimolare la motivazione e l’impegno del singolo. «È chiaro che a Brighton voglio anche divertirmi», afferma la svizzera. «Ma so anche che se riesco a superare il mio esame Cambridge Advanced già ora, in futuro le cose saranno più semplici per me».

Imparare per la vita

Molti studenti soggiornano all’estero al momento di un riorientamento professionale o una volta posata una pietra miliare nella propria formazione. La maggior parte dei clienti Eurocentres hanno tra i 18 e i 22 anni, quindi il viaggio rappresenta anche un passo verso l’indipendenza. Manuela, 18 anni, colombiana, trascorre sei mesi a Brighton. Si è resa conto che l’apprendimento di una lingua straniera le permette di scoprire molte cose su sé stessa. Mi apro per avere un riconoscimento oppure mi ritiro per paura di non essere compreso? «A volte dimentichi chi eri prima di arrivare qui», constata la giovane. 

Prima di arrivare a Brighton la colombiana pensava che tutti gli inglesi fossero piuttosto riservati e poco cordiali, influenzati dal brutto tempo. Invece si è resa conto con stupore che gli abitanti della cittadina marina a sud di Londra chiacchierano volentieri con gli studendi di inglese. È un dialogo che si spinge oltre i confini linguistici e culturali, come lo auspicava Gottlieb Duttweiler quando nel 1956 la Migros rilevò le prime due scuole di lingua a Bournemouth e a Losanna.

Gli istituti, fondati dall’insegnante di lingue Erhard Wespi dopo la Seconda guerra mondiale, dovevano contribuire alla comprensione tra i popoli. Wespi creò un network su mandato di Duttweiler – oggi gli Eurocentres sono presenti in più di 35 destinazioni in cinque diversi continenti. Gli europei costituiscono circa un terzo dei partecipanti, un altro terzo proviene dall’America Latina e dall’Asia. Circa la metà delle scuole si trovano in località anglofone.

«L’inglese è la lingua mondiale che tutti devono conoscere», dice Manuela. Fra qualche settimana, quando farà ritorno al paese natale, si troverà in una posizione di vantaggio rispetto a molti suoi connazionali. La qualità dell’insegnamento dell’inglese nelle scuole pubbliche della Colombia è pessima, racconta Manuela che ha dunque deciso di prendere in mano il proprio futuro. Dopo dieci settimane a Brighton quando la ragazza (di lingua madre spagnola) parla, si sente già un lieve accento inglese.

Una generazione che sa quello vuole

Annalucia, Patricia e Manuela si sono poste dei chiari obiettivi, hanno cercato i mezzi necessari e li hanno messi a buon frutto. Patricia è consapevole che se lavorasse a casa con il programma online si farebbe distrarre troppo. Per questo svolge i suoi compiti al computer a scuola e si procura in biblioteca i compiti cartacei.

«I nativi digitali sono abituati a muoversi liberamente tra il mondo virtuale e quello reale», constata Michel Sägesser, responsabile dell’e-commerce e dei servizi ICT degli Eurocentres. my.Eurocentres deve fare i conti con questa situazione. Qua e là vi sono ancora dei margini di miglioramento, ad esempio per quanto riguarda la user friendliness, ma complessivamente le esperienze fatte finora sono molto buone». La relazione tra l’apprendimento analogico e digitale all’interno e all’esterno dell’aula scolastica è una conseguenza logica dei bisogni e delle possibilità della nostra epoca.

Al termine della scuola il campus online funge anche da lavagna con tanto di calendario degli eventi. Fra le proposte vi sono anche l’afternoon tea con gli scones o il clotted cream coffee dietro l’angolo o il giro dei pub con tanto di public viewing della finale di calcio. La partecipazione alla quotidianità risveglia l’interesse nei confronti del Paese e della sua lingua. Gli strumenti digitali odierni non fanno del soggiorno un’esperienza obsoleta, anzi, la rendono più intensa e in una certa misura permettono di portarsela a casa. 


www.eurocentres.com/it/elearning

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Il campus online oltre a un piano di studi personalizzato offre anche contributi mediatici e un calendario degli eventi (foto: Screenshot) Il campus online oltre a un piano di studi personalizzato offre anche contributi mediatici e un calendario degli eventi (foto: Screenshot)