Jonas Tschanz

«Il mio interesse è rivolto soprattutto alla musica da camera perché come musicista mi richiede molta flessibilità. In futuro vorrei esibirmi soprattutto come musicista da camera in diverse formazioni nuove per risvegliare nel pubblico l’interesse verso il sassofono nella musica classica».

Biografia

I miei obiettivi

«Il mio interesse è rivolto soprattutto alla musica da camera perché come musicista mi richiede molta flessibilità. In futuro vorrei esibirmi soprattutto come musicista da camera in diverse formazioni nuove per risvegliare nel pubblico l’interesse verso il sassofono nella musica classica».

Biografia

Da appassionato musicista da camera qual è, Jonas Tschanz si esibisce internazionalmente in diverse formazioni, ad esempio nel Trio SÆITENWIND (Basilea), nel Quartetto per sassofoni Melisma (Amsterdam) e nel Quartetto Konus (Berna). La sua attività concertistica lo ha portato ad attraversare l’Europa, l’Asia e il Nordamerica, si è esibito al Concertgebouw di Amsterdam, al National Center of Performing Arts di Pechino e nella Izumi Hall di Osaka.

In qualità di solista ha dato concerti con numerose orchestre, tra cui la Camerata Schweiz e l’Orchestra sinfonica di Bienne Soletta. È stato inoltre ospite del Davos Festival, dell’Huddersfield Festival, del Lucerne Festival e del Grieg Festival di Bergen. Le sue esibizioni sono state trasmesse in diretta dall’olandese Radio4, dalla radio messicana IMER e dalle svizzere SRF2 ed ESPACE2. Tschanz è recentemente entrato nell’organico dell’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, dell’Orchestra sinfonica di Berna e ha suonato sotto la direzione di maestri rinomati come Sir Simon Rattle.

Tschanz ha studiato musica a Berna con Christian Roellinger e ad Amsterdam con Arno Bornkamp, ottenendo poi un master di specializzazione in musica contemporanea presso Marcus Weiss, Jürg Henneberger e Mike Svoboda alla Hochschule für Musik di Basilea.

Repertorio

Nel repertorio si trovano sia pezzi standard appartenenti alla musica tradizionale per sassofono (A. Glasunow, C. Debussy, F. Martin, ecc.) sia trascrizioni scelte provenienti da altre epoche. Tschanz nutre inoltre un interesse particolare per la musica contemporanea. Al fine di potere ampliare il proprio repertorio, e di conseguenza quello del sassofono, gli sta molto a cuore la collaborazione diretta con i compositori.

Riconoscimenti

  • 2015: Premio di sostegno culturale della città di Thun 

  • 2015: Premio per la musica da camera della Fondazione Marianne e Curt Dienemann (Trio SÆITENWIND)
  • 2015: Vincitore della ORPHEUS Swiss Chamber Music Competition (Trio SÆITENWIND)
  • 2013: Vincitore del Concours Nicati (Trio SÆITENWIND)
  • 2011: Honourable Mentions al 7mo concorso di Musica da camera di Osaka, Giappone (Melisma Quartett)
  • 2010: Premio di studio del Percento culturale Migros e della Fondazione Ernst Göhner
  • 2009: Premio di studio del Percento culturale Migros e della Fondazione Ernst Göhner
  • 2006: Vincitore del Concorso svizzero di musica per la gioventù SJMW
  • 2006: Premio di sostegno del Kursaal Berna

Contatto

Jonas Tschanz
Mutachstrasse 17
3008 Bern

+41 78 723 82 76
info@jonastschanz.com
www.jonastschanz.com

«Non ho bisogno di un hobby»

Concorsi per talenti

25 settembre 2013, Simon Spiegel

In un mondo tradizionale come quello della musica classica il 27enne Jonas Tschanz ha sempre un che di esotico a causa dello strumento che suona. Eppure il sassofonista bernese, che ha vinto due volte il premio agli studi del Percento culturale Migros, è convinto che riuscirà a fare la sua strada. Al momento lui e i suoi tre ensemble hanno molte possibilità di farcela.

Jonas Tschanz non ricorda più con precisione perché abbia scelto proprio il sassofono. È però sicuro che già a sette anni il suo cuore batteva per lo strumento a fiato. In precedenza aveva frequentato un corso per flauto di bambù durante il quale i bambini dovevano costruirsi il proprio strumento. «All’inizio avevamo unicamente un tubo, ogni settimana si aggiungeva un buco, e con esso anche un suono. Al terzo buco mi sono stufato», ricorda Tschanz con un sorriso. Da quel momento per lui è esistito unicamente il sassofono, cosa che però rappresentava un problema, poiché in realtà le sue mani erano ancora troppo piccole per lo strumento. «Oggigiorno per i bambini si smontano semplicemente le alette laterali, ma allora mi si ripeteva in continuazione che avrei dovuto aspettare ancora due anni prima di essere in grado di tenere il sassofono nel modo giusto». A Thun, dove Tschanz viveva allora, solo Christian Roellinger si disse disponibile ad aiutarlo. Una decisione che ancora oggi influenza la carriera di Tschanz. «Per formazione Christian Roellinger è specializzato in musica classica. È per questo che ho suonato musica classica sin dall’inizio, senza quasi entrare in contatto con il jazz, sebbene sia proprio quest’ultimo a venire normalmente associato al sassofono».

Ad avvicinare Jonas Tschanz alla musica classica è stato il caso. Ma ciò non bastava a segnare una carriera di musicista. Da bambino e adolescente Tschanz non studiava la musica con particolare impegno. Il grande passo è stato costituito dalla scelta di frequentare il liceo musicale di Hofwil, che offriva la possibilità di ottenere uno studio di base parallelamente alla maturità. Tschanz ha scelto questa strada, e da quel momento il suo non è più stato un innocuo hobby. «Il mio insegnante doveva fare pressione, infatti mi piaceva suonare, ma non ero molto coscienzioso per quanto riguardava le esercitazioni». La pressione ha però dato i suoi frutti: dopo la formazione di base Tschanz ha continuato a studiare, conseguendo il diploma nel 2008. Nel 2009 è seguito un soggiorno di tre anni al Conservatorium van Amsterdam, uno dei più grandi conservatori d’Europa.

Nulla di paragonabile

La scelta di Amsterdam è da ricondursi ad Arno Bornkamp, un vero talento nel campo del sassofono classico. «Per Bornkamp non è solamente uno fra i tanti strumenti della musica classica, egli riesce a trarne molto di più». A Tschanz brillano gli occchi quando parla di Amsterdam. Il livello alto e l’indirizzo internazionale della scuola sono stati per lui un modo per arricchirsi enormemente. Va poi da sé che Amsterdam già di suo sia una grande città. «L’offerta culturale e lo scambio internazionale sono impressionanti. In Svizzera non vi è nulla di paragonabile». A suo vantaggio c’è stato anche il fatto che ha vinto per la seconda volta un premio agli studi del Percento culturale Migros. Il premio ha permesso a Tschanz di concentrarsi completamente sulla musica, mentre molti suoi colleghi erano costretti a mantenersi svolgendo lavoretti part time.

Tschanz e il suo strumento rappresentano ancora un esotismo nel mondo della musica classica? La risposta non è chiara. Nella musica classica contemporanea il sassofono non è sicuramente più nulla di straordinario, ma l’apertura da parte delle orchestre tradizionali è un processo lento e graduale. Tschanz in ogni caso intravvede delle possibilità. È vero che in generale il mercato è più ridotto che nel caso di strumenti classici tradizionali, ma si stanno creando molte nuove possibilità. Tschanz non può ancora vivere della sua musica. È un business difficile, ma ne vale la pena. Molta gente non capisce cosa significhi fare della musica la propria professione. «C’è chi lavora tutta la settimana e nei fine settimana va in montagna. Io non ho bisogno di un hobby. La mia professione è la mia passione».

Sperimentare il successo velocemente

Così come molti musicisti anche Tschanz per potere sbarcare il lunario deve insegnare. Ma insegnare non rappresenta un onere fastidioso. Sebbene non voglia insegnare troppo, trova estremamente arricchente il fatto di trasmettere qualcosa ai propri allievi. Per fortuna non si è ancora imbattuto in quegli studenti da clichée che seguono le lezioni di musica perché costretti dai genitori. «Forse ciò dipende anche dal fatto che il sassofono non è il tipico strumento che viene imposto ai figli. Vi è poi anche da aggiungere il fatto che con il sassofono si fanno presto delle esperienze di successo, e a differenza di altri strumenti, pensiamo ad esempio a quelli ad arco, si impara assai presto a suonare una melodia».

In qualità di interprete Tschanz vede il proprio compito nel rispettare l’opera del compositore, pur lasciandovi confluire degli elementi personali. Non da ultimo per questo egli ama la musica contemporanea. «Essa permette di paralre con il compositore e di fare delle domande». E a volte questo costituisce un viaggio di scoperta. «Nel caso di musica nuova all’inizio non si sa mai dove la composizione ti porterà», Tschanz descrive in questo modo i motivi per i quali ne è così affascinato. Tutto questo costituisce una sfida anche per i concerti. Spesso il pubblico deve trovare la chiave d’accesso a pezzi che esigono molto. «Quando ci non ci si rivolge unicamente a fini conoscitori ma si desidera conquistare un pubblico nuovo, non si può semplicemente esibirsi in una grande opera complessa aspettandosi che il pubblico la apprezzi», afferma Tschanz con convinzione. Una volta Tschanz si è esibito con il Berner Konus Quartett (una delle tre formazioni con cui suona attualmente) su un campo a cielo aperto davanti all’osservatorio astronomico di Berna. «Il tempo era buono e il pubblico era seduto nelle sdraio. In un ambiente simile la gente è spesso aperta a ciò che è nuovo ed è molto più disponibile ad ascoltare della musica insolita che non in una sala da concerto».

Al momento Tschanz studia ancora alla Hochschule für Musik di Basilea. Nel 2014 otterrà il Master in Specialised Musical Performance. A quel punto si concentrerà con tutto sé stesso sui suoi tre ensemble. Oltre al Konus Quartett suona anche nel Melisma Saxophone Quartet, da lui cofondato ad Amsterdam, e nel Trio Saeitenwind, dove è l’unico musicista di fiati. Ciò che egli desidera maggiormente nei prossimi anni è soprattutto di potere suonare con questi ensembe. Lo scambio con altri musicisti gli sta particolarmente a cuore. «Vi sono dei musicisti solisti e animali da palcoscenico che non tollerano nessuno al proprio fianco. Ma io sono affascinato proprio dall’interazione, dalla condivisione dei momenti sul palco». 


2016 2015
  • Solista con la Stadtorchester di Thun
  • Concerti e tournée all’estero in Cina, Germania, Danimarca, Inghilterra, Canada, Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera, Spagna e USA – con diversi ensemble
  • Diverse prime rappresentazioni con il Trio SÆITENWIND, il Quartetto Konus e il Quartetto Melisma
  • Concerti in Svizzera durante numerose manifestazioni di musica da camera e di Festival, fra le altre allo Swiss Chamber Music Festival di Adelboden, al Musikfestival di Berna e ai Basel Zeiträume
  • Realizzazione di progetti personali; registrazioni di CD nei Paesi Bassi; partecipazione live di SRF2 (Trio SÆITENWIND)
2014
  • Concerti all’estero, in Danimarca, Germania, Francia e Paesi Bassi nonché numerose esibizioni in Svizzera, ad esempio al Lucerne Festival, ai «Jardins Musicaux» di Cernier e in diverse rassegne di musica da camera.
  • Registrazioni di CD con il Quartetto Melisma in Spagna e con il Quartetto Konus nel Radio Studio di Zurigo così come registrazioni concertistiche di Espace 2
  • Organizzazione della propria serie di concerti «filo del suono» con sei concerti in Svizzera
2013
  • Attività concertistica a Budapest, Amburgo, Ljubljana, Pargi e Vienna, così come in Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svizzera – con diversi ensemble
  • Grieg Festival di Bergen con il Quartetto Melisma
2012
  • Ospite al Davos Festival. Registrazione live trasmessa da SRF 2
  • Attività concertistica in Germania, nei Paesi Bassi e in Scozia (partecipazione al 16esimo World Saxophone Congress)
2011
  • Festival di Bach a Dordrecht con il Quartetto Melisma, trasmesso dall’olandese Radio4

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