Vladyslava Luchenko

«Già all’età di tre anni scelsi il violino. Da allora inseguo il mio sogno, che è quello di diventare una grande musicista.»

Biografia

I miei obiettivi

«Già all’età di tre anni scelsi il violino. Da allora inseguo il mio sogno, che è quello di diventare una grande musicista. Questo significa soprattutto suonare il mio strumento a un livello tale che la musica si trasforma in un naturale e comprensibile linguaggio interiore. In questo modo si può raggiungere qualsiasi cuore, nonché consolare le persone, stimolarle o ispirarle. Vorrei ci fossero più occasioni per avvicinare la gente alla musica classica. Fra le mie passioni vi sono anche la musica da camera e l’insegnamento. I prossimi passi importanti sono un trio per pianoforte, una professura e la registrazione di due CD».

Biografia

Durante la prima infanzia Luchenko (nata a Kiev nel 1988) sviluppa un grande amore per la musica, ed è presto consapevole di volere dedicare la propria vita alla musica. Il suo straordinario talento viene già coltivato nella sua patria. Dopo avere vinto il primo premio di un concorso internazionale, l’allora undicenne debutta come solista nella Filarmonica di Kiev.

Dopo questi primi successi vince numerosi concorsi internazionali di violino. Continua i propri studi con personalità del calibro di Z. Bron, S. Picard, T. Samuil e A. Dumay grazie al sostegno del Rahn Kulturfond, del Percento culturale Migros, del Found Borgerhoff e altri.

Si è esibita spesso in veste di solista, fra le altre con l’orchestra del Festival di Verbier, l’Orchestra sinfonica di Lucerna e l’Orchestra Philharmonique Royal di Liegi, con la quale ha anche debuttato al celebre Bozar di Bruxelles e ha registrato il suo primo CD.

Repertorio principale

Concerti per violino del repertorio classico e romantico; sonate per violino e pianoforte; brani per violino solo, violino e pianoforte od organo; musica da camera in ogni formazione.

Premi

  • 2013: 1° premio Concorso Rotary Excellence, Lugano, Svizzera
  • 2012: Premio di studio strumentale dal Percento culturale Migros
  • 2011: Premio di studio strumentale dal Percento culturale Migros
  • 2010: 1° premio Concorso musicale Rahn, Zurigo
  • 2010: 2° premio, Concorso internazionale per violini Tibor Varga, Martigny, Svizzera
  • 2010: 2° premio, Concorso internazionale per violini Andrea Postacchini, Fermo, Italia
  • 2010: Diploma al IV Concorso internazionale per violini D. Oistrakh, Mosca
  • 2009: 3° premio, Concorso internazionale per violini Andrea Postacchini, Fermo, Italia
  • 2007: 1° premio, Concorso Duttweiler-Hug, Zurigo

Contatto

Vladyslava Luchenko

Kirchstrasse 2
D–10557 Berlin

Chaussée de Tervuren 445
B–1410 Waterloo

Tel. +49 157 340 042 17
Tel. +32 487 303 258
vladyslava.luchenko@gmail.com

Entusiasmo giovanile e volontà di ferro

Talento del mese

1. ottobre 2015, Simon Spiegel

La violinista ucraina Vladyslava Luchenko ha solamente 27 anni, ma ha già fatto molta strada. Ma Luchenko, che ha già vinto due volte il Premio agli studi del Percento culturale Migros, vuole arrivare ancora più in altro. Sa che uno dei presupposti più importanti per una carriera da solista di successo dipende da una grande disciplina.

Vladyslava Luchenko non sa indicare le origini della sua passione per il violino. In ogni caso già all’età di tre anni e mezzo sapeva che il violino era il suo strumento. Il violino ha praticamente sempre fatto parte della sua vita, a sette anni è stata ammessa in un ginnasio musicale e da allora procede imperterrita con la sua formazione. Anche se i suoi genitori non sono musicisti, in famiglia ci deve essere qualche gene, visto e considerato che Sviatoslava, sorella della Luchenko, lavora come dirigente. «Mia madre e mio padre sono insegnanti, ma hanno entrambi una vena musicale. Per questo sono stati comprensivi di fronte al nostro bisogno di creatività e ci hanno sempre sostenute».

L’incontro con Luchenko ha luogo a Zurigo, dove la violinista è di passaggio. Ieri si trovava ancora a Kiev, domani sarà la volta di un’altra destinazione. A dire il vero al momento la 27enne vive a Waterloo, in Belgio, anche se ufficialmente è domiciliata a Berlino. Viaggia molto, cosa che non le pesa, anzi: «Odio la routine e amo gli alberghi e gli aeroporti; la mia professione è dunque ideale». Per Luchenko la Svizzera però è qualcosa di più di una delle molte tappe, qui si sente a casa. Ciò non dipende solamente dal fatto che sua sorella viva a Winterthur, ma è da ricondurre anche al suo periodo di studi alla Hochschule der Künste di Zurigo (ZHdK).

Concentrazione assoluta sulla musica

Luchenko è arrivata a Zurigo dall’Ucraina nel 2006; anzitutto per il celebre violinista Zakhar Bron, che insegna alla ZHdK. Si è affezionata presto alla città. «Le condizioni per i musicisti qui sono buone, ci sono molte fondazioni e privati che organizzano concerti sostenendo e stimolando i musicisti». Luchenko è molto grata al Percento culturale Migros. Nel 2011 e nel 2012 ha vinto un Premio agli studi nell’ambito della musica strumentale, un grande sollievo per lei. «Se si ambisce a una carriera da solisti, ci si deve concentrare unicamente sulla musica. È praticamente impossibile avere un lavoro. Grazie al Premio agli studi ora non mi devo più preoccupare di questo aspetto». Oggi Luchenko può approfittare della mediazione concertistica del Percento culturale Migros. «È grandioso. Ricevo regolarmente delle richieste di esibizione».

Durante il nostro colloquio Luchenko emana un elettrizzante miscuglio di entusiasmo giovanile e disciplina ferrea. Questa giovane allegra vuole arrivare in alto ed è disposta a dare tutto per raggiungere il proprio traguardo, ossia una carriera da solista. Per un musicista una simile carriera è l’emozione più grande che si possa immaginare, ma anche una sfida. Luchenko ha deciso di intraprendere questa carriera nel 2014, dopo avere studiato per due anni alla Hochschule für Musik Hanns Eisler a Berlino. «Dovevo decidere se inseguire un sogno o lasciare perdere. Una carriera da solista o un posto in un’orchestra? È stato un momento di crisi, poiché sapevo che avrei corso un rischio importante». Ma subito aggiunge: «Io non mi arrendo mai». Luchenko non nasconde di non sentirsi adatta a diventare una musicista da orchestra. «L’orchestra è un meccanismo in cui tutti devono fondersi fino a diventare una cosa sola. Per funzionare in un sistema di questo tipo sono necessarie determinate caratteristiche del carattere. I solisti per contro tendono ad essere dei solitari desiderosi di esprimere qualcosa». Luchenko si è trsferita a Waterloo perché là si trova la Queen Elisabeth Music Chapel, una scuola privata di altissimo livello che prepara al percorso solista e organizza concerti. Per la violinista si tratta di un’ulteriore possibilità di esercitazione delle sue modalità esecutive.

E all’improvviso la guerra

Luchenko è uno spirito allegro, solamente una volta sul suo volto passa un’ombra, ed è quando accenniamo alla sua patria, l’Ucraina. «È stato uno shock. Come la maggior parte degli europei sono cresciuta con la convinzione che la guerra fosse qualcosa che non mi riguardasse. Le guerre hanno luogo in posti lontani, altrove. E all’improvviso eccola anche da noi». Ma la violinista scaccia i cattivi pensieri, aggiungendo una frase dal sapore rassegnato, ma che detta da lei, rivela un certo ottimismo. «Ci si abitua a tutto, perfino alle cose più terribili».

Vista da fuori la vita di Luchenko appare come un interminabile percorso formativo; ma è sufficiente allenarsi sin da piccoli o è più decisivo il talento? Per Luchenko non ci sono dubbi. «Senza talento non si fa nulla». Poi aggiunge: «Ma anche il talento da solo non basta. La disciplina determina la metà del successo. Ci sono sempre violinisti di talento, che magari sono pigri, si affidano a cattivi maestri o semplicemente sono sfortunati. D’altra parte vi sono persone con meno talento ma che lavorano tanto e in modo costante, spesso alla fine questi ultimi raggiungono di più».

Nel frattempo Luchenko riesce a mantenersi grazie ai concerti. Il prossimo passo sarà un CD. E a questo proposito è già in chiaro: desidera incidere compositori italiani in parte dimenticati come Ottorino Respighi, Giuseppe Martucci o Gian Francesco Malipiero. «Non vorrei dovere fare la centesima registrazione di Beethoven o Sibelius. Ovviamente si tratta di pezzi meravigliosi, ma li conoscono tutti. Per contro vi sono ancora molte opere sconosciute». Sebbene si tratti di progetti ancora lontani, la determinazione di Luchenko ci dà la certezza che riuscirà a realizzare i suoi desideri.


Vladyslava Luchenko sulla piattaforma dei talenti del Percento culturale Migros
Sito web di Vladyslava Luchenko

Selezione
  • 2011: III Concerto Rahn Continuo, Tonhalle Zurigo, Kleiner Saal (Melodia e Valzer-Scherzo di P. I. Tchaikovsky; pianoforte: K. Tereshchenko)
  • 2011: Solista accompagnata dall’Orchestra sinfonica di Dnipropetrovsk, Ucraina, direttore: S. Luchenko, Concerto per violino in mi minore di F. Mendelssohn Bartholdy; Poema, Op. 20 di E. Chausson
  • 2010: «Rahn Preisträger Konzert», Tonhalle Zurigo, Grosser Saal, solista accompagnata dall’Orchestra sinfonica di Lucerna, direttore: D. Cohen, Concerto per violino in sol minore, Op. 26 di M. Bruch
  • 2010: Recital presso l‘Università delle Arti di Zurigo, accompagnamento al pianoforte: prof. U. Koella 2009
  • 2010: «Aawanger Abend» - le opere dei grandi maestri, organo: V. Spiridonov
  • 2010: Solista accompagnata dall’Orchestra nazionale dell’Ucraina, direttore: S. Luchenko, Concerto per violino in re maggiore, Op. 61 di L. van Beethoven
  • 2010: Solista accompagnata dall’Orchester Musikfreunde St.Gallen, direttore: R. Jud, Concerto per violino in re maggiore, Op. 35 di P. Tchaikovsky
  • 2008: Solista accompagnata dall’orchestra da camera Kherson; direttore: S. Luchenko; Concerto per violino in do maggiore, Hob. VIIa:1 di J. Haydn
  • 2008: Festival internazionale di musica da camera «Schloss Girsberg»

Videos

Prelude No. 1 aus «Preludes» (Shostakovich)


«Leggenda» (Respighi)


«Violin Sonata in B Minor» (Respighi)


«Violin Sonata in A Major (Op. 162): Allegro moderato» (Schubert)


Audio

Präludium für Violine solo d-Moll Nr. 6 aus «Präludien und Fugen, Op. 117» (Reger)