Contributi di sostegno film (fino alla fine del 2020)

Da molti anni la Federazione delle Cooperative Migros promuove il cinema svizzero: già nel 1943 ha dato il suo contributo alla Praesens-Film AG. L’intenzione del fondatore della Migros Gottlieb Duttweiler era infatti quella di sostenere «una produzione cinematografica svizzera con un alto valore etico». Da questa alleanza sono nati dei film entrati nella storia, come ad esempio «Die letzte Chance», Füsilier Wipf», «Heidi» o «Marie-Louise»; quest’ultimo è stato addirittura premiato con un Oscar.

Promozione cinematografica

Dal 1965 il Percento culturale Migros promuove il cinema svizzero in modo sistematico con misure di sostegno innovative, d’impulso e senza fastidiose burocrazie. Perché? Perché il cinema rappresenta il motore centrale della cultura moderna. Esso contribuisce in modo fondamentale alla formazione dell’identità culturale di un Paese.

La promozione punta a presentare film svizzeri di carattere artistico e dal valore culturale nonché a facilitare al pubblico l’accesso alla cinematografia svizzera. Una particolare attenzione è riservata alla promozione delle giovani leve e al sostegno degli sceneggiatori.

Vengono sostenute le idee per film interessanti (Promozione di Idee), la realizzazione di produzioni professionali appartenenti a tutti i generi (Postproduzione), la creazione di documentari che trattano argomenti di rilevanza sociale per la Svizzera (Documentario-CH),  festival cinematografici che propongono misure di promozione a lungo termine delle giovani leve svizzere e/o degli sceneggiatori (Festival cinematografici) nonché progetti cinematografici che offrono nuove prospettive e forniscono impulsi per la crescita del cinema a tutti i livelli (Nuove prospettive).

Possono richiedere i contributi di sostegno i cineasti e i produttori svizzeri o stranieri che vivono in Svizzera da almeno quattro anni e che sono responsabili per il finanziamento del progetto.

Per maggiori informazioni rimandiamo alle rispettive direttive.

COME POSSO ISCRIVERMI?

Scegliere il settore di riferimento al progetto che si intende inoltrare. Se il progetto corrisponde alle direttive indicate lì, si può procedere alla registrazione sul portale per le richieste on line. Solo le domande inoltrate tramite tale portale saranno sottoposte a valutazione.

Il successo di un film dipende dalla qualità del copione. Ecco perché il Percento culturale Migros promuove le idee per lungometraggi con un contributo di sostegno e un programma di mentoring, dall’idea iniziale al trattamento. La promozione inizia volutamente presto, al fine di sostenere gli sceneggiatori in questa importante fase creativa. Gli autori devono infatti poter svolgere questo lavoro in condizioni professionali.

Idee per la realizzazione di film

Gli onorari degli sceneggiatori sono assunti per tre quarti dal Percento culturale Migros, che offre al massimo 15 000 franchi, mentre un quarto è a carico dell’azienda di produzione. Essi beneficiano inoltre di un programma di mentoring nazionale e internazionale. Se l’autore/autrice è in grado di dimostrare l’ottenimento del finanziamento per il copione sulla base del trattamento elaborato, ha anche diritto a una prosecuzione del mentoring fino al completamento del copione.

L’autore o il team autore-produttore può inoltre partecipare gratuitamente a una master class e le offerte dello spazio di coworking Impact Hub di Zurigo (www.zurich.impacthub.ch).

Per maggiori informazioni, consultare le direttive a lato directives 2019 / Richtlinien 2019

Termini 2020:

  • 1° termine d'invio 2020: 8 mai 2020 (riunione: 16 giugno 2020)
  • 2° termine d'invio 2020: 2 ottobre 2020 (riunione: 17 novembre 2020)

Giuria 2020:

  • Christa Saredi, Zurigo
  • Britta Rindelaub, Ginevra
  • Plinio Bachmann, Zurigo

Link al pool di mentori

  • Mentori nazionali in collaborazione con Script Coaching di FOCAL
  • Mentori internazionali

A partire da gennaio 2021 verranno sostenuti progetti cinematografici attraverso i contributi di sostegno interdivisionali del Percento culturale Migros. Inoltre, nella primavera 2021 verrà lanciato un nuovo progetto di sostegno per lo sviluppo di materiale per tutti i formati narrativi audiovisivi. Seguiranno ulteriori informazioni.

Non vengono assegnati contributi per:

  • idee per serie televisive;
  • tutti i generi cinematografici diversi dal lungometraggio di finzione.

Idee per film sostenute

Il Percento culturale Migros sostiene la postproduzione dei film svizzeri girati in modo professionale, indipendentemente dal formato, dal genere o dalla lunghezza e si assume il finanziamento complementare degli stessi. Una particolare attenzione è riservata ai film delle nuove leve.

Postproduzione

Grazie alla migliore elaborazione possibile, i film sostenuti hanno maggiori opportunità di affermarsi sul mercato cinematografico nazionale e internazionale e di trovare il consenso del pubblico.

Sono sostenuti con un massimo di 50 000 franchi:

  • film svizzeri di tutti i generi prodotti in modo professionale;
  • lungometraggi con un budget fino a 2 milioni di franchi;
  • documentari con un budget fino a 700 000 franchi;
  • film di diploma di studenti che terminano percorsi di formazione cinematografica professionale.

Possono richiedere i contributi di sostegno i cineasti e i produttori svizzeri o stranieri che vivono in Svizzera da almeno quattro anni e che sono responsabili del finanziamento del progetto. Il film deve essere già realizzato per almeno l’80 percento.

Le richieste possono essere inoltrate in ogni momento. Saranno valutate da una commissione cinematografica composta da tre o quattro persone. La commissione si riunisce quattro volte l’anno.

Membri della giuria:

  • Sabine Gisiger, Zurigo
  • Olivier Zobrist, Freienstein/Zurigo
  • Max Karli, Ginevra

Prossimi termini d’invio:

  • Termine di presentazione 26.10.2020 
  • Riunione della giuria 8.12. - 10.12.2020

Informazione:

A partire da gennaio 2021 verranno sostenuti progetti cinematografici attraverso i contributi di sostegno interdivisionali del Percento culturale Migros. Inoltre, nella primavera 2021 verrà lanciato un nuovo progetto di sostegno per lo sviluppo di materiale per tutti i formati narrativi audiovisivi. Seguiranno ulteriori informazioni.

Non vengono assegnati contributi per:

  • documentari il cui budget attuale supera i 700 000 franchi;
  • lungometraggi e film d’animazione il cui budget attuale supera i 2 milioni di franchi;
  • film su commissione e pubblicitari;
  • opere di videoarte;
  • progetti per installazioni e performance;
  • videoclip musicali (per questo genere consultare le direttive pop);
  • progetti di film / materiali didattici;
  • spese di distribuzione e promozione;
  • film finanziati in gran parte da enti televisivi;
  • film presentati al pubblico prima che alla giuria;
  • progetti la cui situazione giuridica non è chiara.

Film sostenuti

Il documentario è un genere di centrale importanza nella cinematografia svizzera. Per offrire una piattaforma promettente dedicata a questo genere e stimolare il dibattito su argomenti di rilevanza sociale, tra il 2010 e il 2020 il Percento culturale Migros ha organizzato un concorso per film documentari suddiviso in due fasi.

Concorso Percento culturale Migros documentario-CH 2010-2020

Per 10 anni il Percento culturale Migros ha organizzato il concorso documentario-CH in collaborazione con la SRG SSR. Questo concorso in due fasi ha consentito di realizzare dieci documentari su temi di rilevanza sociale. È stato così creato un considerevole numero di film che si confrontano in vario modo con tematiche attuali per la Svizzera: dallo spopolamento dei piccoli centri, passando per il ruolo discutibile del nostro paese nel commercio delle materie prime, per arrivare a ritratti intimi di figli di genitori separati. I primi film della serie sono già passati per cinema e festival, altri sono attualmente in programmazione sul grande schermo, mentre gli ultimi sono ancora in fase di produzione. Le opere realizzate finora sono disponibili per la visione in streaming sul sito www.cinefile.ch.

Una panoramica dell’intero concorso è disponibile qui sotto.

10° concorso documentario-CH:

Con il suo progetto «Les Nouvelles Èves», produzione: Emilia Productions, Zurigo, Camille Budin, Annie Gisler, Jela Hasler, Judith Lichtneckert, Liliane Ott, Wendy Pillonel e Anna Thommen aggiudicano il 10° concorso Percento culturale Migros documentario-CH. Le cinque registe due produttrici hanno ricevuto il premio il 24 gennaio 2020 in occasione delle Giornate di Soletta.

Protagonista di «Les Nouvelles Èves» è la donna: È trascorso quasi un anno dallo sciopero nazionale delle donne. Cinque registe si addentrano nella vita quotidiana delle loro concittadine ed esplorano cosa significhi oggi essere donna in Svizzera.

Il collettivo di registe segue alcune donne della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e del Ticino, raccontando le loro storie. Quali sono le loro soddisfazioni e i loro successi, i loro conflitti e le loro preoccupazioni? Contro quali ostacoli si trovano a combattere, e quali delle istanze avanzate durante lo sciopero femminile necessitano di una risposta urgente? In cinque trame parallele, ciascuna firmata da una delle registe, ci avviciniamo alle protagoniste osservandole in silenzio. A tracciare il filo conduttore è la cantante lirica Sela. La sua interpretazione delle figure femminili archetipiche del mondo dell’opera si inserisce come una parentesi tra i singoli ritratti, nell’intento di stimolare un dialogo simbolico con la realtà.

Il collettivo smaschera la disuguaglianza tra i sessi nella nostra società, formulando domande scomode e sottolineando punti da sempre dolenti. «La chiarezza delle asserzioni e l’energia dei toni delle registe testimoniano di un’euforia collettiva tutta al femminile senza precedenti nella cinematografia svizzera», afferma Nadine Adler Spiegel, responsabile Cinema, Direzione affari culturali e sociali, Federazione delle cooperative Migros.

Laudatio di Nadine Adler Spiegel, membro de la giuria

Il vincitore del 10° concorso documentario-CH indetto dal Percento culturale Migros è uscito da una rosa di tre candidati:

1. Annie Gisler, Anna Thommen, Thaïs Odermatt e Wendy Pillonel – Emilia Productions GmbH, Judith Lichtneckert e Liliane Ott, Zurigo: «Les Nouvelles Èves»

È trascorso quasi un anno dallo sciopero nazionale delle donne. Cinque registe si addentrano nella vita quotidiana delle loro concittadine ed esplorano cosa significhi oggi essere donna in Svizzera.

Il collettivo di registe segue alcune donne della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e del Ticino, raccontando le loro storie. Quali sono le loro soddisfazioni e i loro successi, i loro conflitti e le loro preoccupazioni? Contro quali ostacoli si trovano a combattere, e quali delle istanze avanzate durante lo sciopero femminile necessitano di una risposta urgente? In cinque trame parallele, ciascuna firmata da una delle registe, ci avviciniamo alle protagoniste osservandole in silenzio. A tracciare il filo conduttore è la cantante lirica Sela. La sua interpretazione delle figure femminili archetipiche del mondo dell’opera si inserisce come una parentesi tra i singoli ritratti, nell’intento di stimolare un dialogo simbolico con la realtà.

Il collettivo smaschera la disuguaglianza tra i sessi nella nostra società, formulando domande scomode e sottolineando punti da sempre dolenti. 

2. Christoph Schreiber – Soap Factory GmbH, Frank Matter, Basilea: «Der Gletscher kalbt nicht mehr» («Il ghiacciaio non si sfalda più»)

Il riscaldamento globale è uno dei problemi più pressanti dei nostri tempi. Christoph Schreiber vuole mostrare le forze impreviste generate dalla tematica del clima nell’intera società e renderle comprensibili attraverso una serie di punti di vista personali. A parlare sono diversi protagonisti e protagoniste: una collaboratrice della Climeworks, azienda che costruisce apparecchi in grado di filtrare la CO2 dall’aria; un giovane attivista per la tutela del clima che apporta una ventata di aria fresca al dibattito sul cambiamento climatico; un’esperta di clima con un’istanza originale e un alternativo praticamente certo che la catastrofe climatica non sia più evitabile.

Il film si concentra sui diversi stili di vita e sulle proposte di soluzione delle protagoniste e dei protagonisti. La pellicola non intende insinuare che non esistano questioni insolute: anzi, le contraddizioni vanno discusse apertamente. Ma la vera figura principale è il ghiacciaio. Durante tutto il film, a fare da sfondo alla colonna sonora è il continuo gocciolare del ghiaccio che si scioglie. Le impressionanti immagini dei ghiacciai che si ritirano mostrano ciò che più di tutto dovrebbe toccare la sensibilità della popolazione svizzera: l’imminente scomparsa dei giganti di neve e ghiaccio.

3. Elise Shubs – Casa Azul Films, Fabrice Aragno, Losanna: «La salle d’attente» («La sala d’attesa»)

Negli spazi angusti di una piccola casa abbandonata in Svizzera vivono 25 rifugiati nigeriani. Il collettivo autogestito Dynamic Wisdom è stato fondato da tre svizzeri e tre nigeriani per combattere le precarie condizioni di vita che i migranti si trovano ad affrontare. Gli autori dell’iniziativa hanno occupato la casa semidiroccata nell’inverno del 2017 e hanno stipulato un patto di fiducia con il proprietario dell’immobile. Negli ultimi mesi, tuttavia, si è reso chiaro che il tempo di permanenza nella casa occupata è limitato, e sui suoi abitanti incombe nuovamente la minaccia della vita in strada.

Elise Shubs si immerge per un certo periodo nel microcosmo della casa per documentare da vicino la situazione dentro le sue mura. Selezionando alcuni protagonisti, racconta storie personali di speranza e disperazione. L’intento è dare voce a queste vite sospese in una sorta di limbo segnato dall’attesa di un futuro diverso e attirare il pubblico in un universo che funziona in base a regole e leggi tutte sue.

Attualità:

Il documentario vincitore del 6' concorso «Lîle aux oiseaux» debutterà in prima mondiale al Locarno Film Festival 2019. Ci congratuliamo con Maya Kosa et Sergio da Costa, Close up films, Genève.

Anche al Locarno Film Festival: Il documentario vincitore del 5' concorso «Where we belong». Ci congratuliamo con Jacqueline Zünd e Stefan Jung, real Film, Zurigo. 

I film vincitori delle dieci edizioni del Concorso documentario-CH sono disponibili sulla piattaforma cinematografica www.cinefile.ch.

Giuria 2019:

  • Jean-Stéphane Bron, presidente della giuria, cineasta, Losanna
  • Nadine Adler, responsabile di progetto Cinema, Direzione affari culturali e sociali, Federazione delle cooperative Migros, Zurigo
  • Silvana Bezzola Rigolini, RSI – Acquisto documentari / Pacte de l’audiovisuel, Locarno
  • Claudia Bucher, responsabile Thema & Geopolitik, ARTE G.E.I.E, Strasburgo
  • Jakob Tanner, storico, Zurigo

9° concorso documentario-CH

Con il suo progetto «(Im)mortels», produzione: maximage, Zurigo, Lila Ribi aggiudica il 9° concorso Percento culturale Migros documentario-CH, incentrato sul tema dell’identità. La regista di Losanna con origini ticinesi ha ricevuto il premio il 25 gennaio 2019 in occasione delle Giornate di Soletta.

Il progetto cinematografico di Lila Ribi si concentra sul rapporto con la morte, inevitabile capolinea della vita.
Nella nostra vita, tutti noi dobbiamo affrontare ripetutamente la perdita di alcune persone. Si tratta di critici momenti di passaggio che inevitabilmente creano un vuoto. Cosa resta di noi quando moriamo? Cosa succede prima, durante e dopo la morte? In questo film personale, Lila Ribi si pone tali quesiti esistenziali – senza attendersi risposte certe.
Il fulcro emotivo del film è costituito dal progressivo distacco della regista dalla nonna di 102 anni. All’interno di questa cornice narrativa prendono la parola numerosi protagonisti che, ciascuno a proprio modo, hanno a che fare con la morte: dal neurologo alla necrofora, passando per la specialista di esperienze extracorporee. Le loro testimonianze si alternano a immagini poetiche e suggestive. Mentre nella nostra cultura tendiamo a rinnegare la morte, nel suo film Lila Ribi vuole riportarla al centro della nostra vita. Jean-Stéphane Bron, presidente della giuria: «Sono la semplicità delle parole, la sincerità degli elementi, l’intensa bellezza delle immagini, universali e sconvolgenti, in grado di toccare il grande pubblico, ad aver convinto la giuria a sostenere il progetto.»

Laudatio  di Jean-Stéphane Bron, presidente de la giuria, cineasta

Il vincitore del 9° concorso documentario-CH indetto dal Percento culturale Migros è uscito da una rosa di tre candidati:

1. Benny Jaberg e Maurizius Staerkle Drux – Ensemble Film, Zurigo: «Brave New Switzerland»

Alcuni ricercatori svizzeri hanno sviluppato un metodo per modificare il patrimonio genetico umano che determina la nostra identità biologica. «CRISPR» è il termine tecnico che designa queste «forbici genetiche» in grado di riscrivere il DNA di ogni singola cellula e di riprogrammare il codice della vita. Pare dunque prospettarsi una nuova fase evolutiva: in un futuro prossimo, gli animali forniranno organi per i trapianti umani? Presto, i genitori concepiranno i propri figli in base alle caratteristiche desiderate?
Benny Jaberg e Maurizius Staerkle Drux intraprendono un percorso filosofico di scoperta che affronta in modo tranchant questo tema complesso, evidenziandone le criticità e rendendo sensorialmente esperibili i ragionamenti astratti su cui si basa la ricerca. Tra i protagonisti figurano giovani bioingegneri, coraggiosi biohacker e filosofi almanacconi. Tutti, con un pizzico di autoironia, si porranno una domanda fondamentale: quali implicazioni comportano questi sviluppi per la nostra idea di identità?

2. Elodie Pong – Hugofilm, Zurigo: «T/HERE»

Ovunque sono presenti odori, seducenti o ripugnanti a seconda dei casi – ma sempre capaci di innescare associazioni. Non c’è nulla che evochi tanti scenari e immagini mentali quanto un profumo intenso. Chi si mette addosso un determinato profumo vive contemporaneamente in due diverse dimensioni – in un qui e in un là.
Elodie Pong vuole analizzare il complesso ruolo del profumo. Racconta la sua personale «biografia olfattiva», a partire dal suo primo profumo per arrivare alla sua attuale fragranza preferita, rivelando l’importante funzione degli odori per la nostra identità e la nostra memoria e ripercorrendo i miti costruitisi attorno agli odori. Svariati protagonisti – tra cui un esperto di salute che si autodefinisce un «mostro degli odori» e una musicoterapeuta che ama fare esperimenti con le spezie – spiegheranno come gli odori siano in grado di attivare i ricordi. Tramite immagini che paiono emergere da quadri seguiremo la scia del «profumo dell’amore», del «profumo dell’esilio» e del «profumo della libertà».

3. Lila Ribi – maximage, Zurigo/Losanna: «(Im)mortels»

Si tratta di critici momenti di passaggio che inevitabilmente creano un vuoto. Cosa resta di noi quando moriamo? Cosa succede prima, durante e dopo la morte? In questo film personale, Lila Ribi si pone tali quesiti esistenziali – senza attendersi risposte certe.
Il fulcro emotivo del film è costituito dal progressivo distacco della regista dalla nonna di 102 anni. All’interno di questa cornice narrativa prendono la parola numerosi protagonisti che, ciascuno a proprio modo, hanno a che fare con la morte: dal neurologo alla necrofora, passando per la specialista di esperienze extracorporee. Le loro testimonianze si alternano a immagini poetiche e suggestive. Mentre nella nostra cultura tendiamo a rinnegare la morte, nel suo film Lila Ribi vuole riportarla al centro della nostra vita.

Giuria 2018:

  • Jean-Stéphane Bron, presidente della giuria, cineasta, Losanna
  • Nadine Adler, responsabile di progetto Cinema, Direzione affari culturali e sociali, Federazione delle cooperative Migros, Zurigo
  • Silvana Bezzola Rigolini, RSI – Acquisto documentari / Pacte de l’audiovisuel, Locarno
  • Claudia Bucher, responsabile Thema & Geopolitik, ARTE G.E.I.E, Strasburgo
  • Jakob Tanner, storico, Zurigo

8° concorso documentario-CH

Con il suo progetto «Les Guérisseurs», produzione: Bande à part Films, Losanna, Marie-Eve Hildbrand si aggiudica l’8° concorso Percento culturale Migros documentario-CH, incentrato sul tema dell’orientamento. La regista losannese ha ricevuto il premio il 26 gennaio 2018 in occasione delle Giornate di Soletta.

Al centro del progetto cinematografico c’è il mutamento del sistema sanitario. La medicina tradizionale sta compiendo incredibili progressi, tanto che qualcuno ci promette addirittura l’immortalità. Diventando sempre più una professione a carattere altamente tecnologico, la medicina rischia di perdere di vista l’essere umano. Le pratiche mediche alternative acquistano così una popolarità crescente. Al servizio dei pazienti esistono ora guaritori di ogni genere. Sapersi orientare in questa costellazione diventa sempre più difficile, eppure è di importanza vitale.

Al centro del film «Les Guérisseurs» di Marie-Eve Hildbrand c’è il padre della regista, un medico generico che non trova successori per il suo studio. Intorno a lui ruota una serie di personaggi interessati e coinvolti a vario titolo, dal guaritore energetico al robot-dottore passando per la studentessa di medicina. Insieme, questi ritratti forniranno un’idea di tutto ciò che può significare «guarire» al giorno d’oggi. Ulrich Seidl, presidente della giuria: «Si tratta di un tema importante e di particolare rilevanza sociale, che la cineasta affronterà con grande sensibilità e apertura nei confronti dei protagonisti e con un’elevata empatia a livello documentaristico.»

Laudatio di Irène Challand, responsabile del settore documentari RTS, Ginevra

Il vincitore dell’8° concorso documentario-CH indetto dal Percento culturale Migros è uscito da una rosa di tre candidati:

Thomas Haemmerli – haemmerli.com e Turnus Film, Zurigo – con «Vom Bergler, Flacherdler und Wahrheitler.»
Lo European Kings Club è realmente fallito a causa di un complotto ordito dalle banche, dalla massoneria e dall’Unione europea? L’amministrazione Bush è la vera responsabile degli attacchi dell’11 settembre? Il mondo è davvero governato dai rettiliani? Le teorie complottiste non sono una novità, ma nell’era di Internet sono più presenti che mai. Thomas Haemmerli esamina alcuni complottismi particolarmente diffusi. Il regista parlerà con alcuni agricoltori della Svizzera centrale che hanno perso tutti i loro risparmi con il tracollo dell’European Kings Club. Intervistando i cosiddetti «truther», i «ricercatori della verità» che sostengono le teorie del complotto, si farà spiegare perché l’impatto di un aereo di linea non può essere sufficiente a far crollare un grattacielo. E risponderà con l’arma più potente che l’informazione mette a disposizione: l’umorismo.

Mischa Hedinger e Ivo Zen – Alva Film, Ginevra – con «Security»
Che si tratti di cantieri, di eventi sportivi o di concerti, ovunque ci si imbatte nel personale di sicurezza. Il business della «security», termine ora in voga per definire la sicurezza, sta attraversando un periodo di forte crescita. Ma anche se (o forse proprio perché) sul mercato si sta facendo strada un numero sempre maggiore di fornitori, quello dei servizi di sicurezza è un settore in cui il lavoro è scarsamente retribuito. Molte guardie non hanno una formazione specifica e vivono in condizioni precarie. In generale il comparto gode di cattiva fama e da alcuni anni sta tentando di migliorare il livello di professionalità. Mischa Hedinger e Ivo Zen intendono gettare uno sguardo dietro le uniformi. Chi sono le persone che accedono a una formazione professionale per specializzarsi in sicurezza e sorveglianza e che un giorno dovranno assicurare la tranquillità e l’ordine pubblico?

Marie-Eve Hildbrand – Bande à part Films, Losanna – con «Les Guérisseurs»
La medicina tradizionale sta compiendo incredibili progressi, tanto che qualcuno ci promette addirittura l’immortalità. Diventando sempre più una professione a carattere altamente tecnologico, la medicina rischia di perdere di vista l’essere umano. Le pratiche mediche alternative acquistano così una popolarità crescente. Al servizio dei pazienti esistono ora guaritori di ogni genere. Sapersi orientare in questa costellazione diventa sempre più difficile, eppure è di importanza vitale.
Al centro del film «Les Guérisseurs» di Marie-Eve Hildbrand c’è il padre della regista, un medico generico che non trova successori per il suo studio. Intorno a lui ruota una serie di personaggi interessati e coinvolti a vario titolo, dal guaritore energetico al robot-dottore passando per la studentessa di medicina. Insieme, questi ritratti forniranno un’idea di tutto ciò che può significare «guarire» al giorno d’oggi.

Giuria 2017:

  • Ulrich Seidl, presidente di giuria, cineasta, Vienna
  • Nadine Adler, responsabile di progetto Cinema, Direzione affari culturali e sociali, Federazione delle cooperative Migros, Zurigo
  • Irène Challand, responsabile del settore documentari RTS, Ginevra
  • Jakob Tanner, storico, Zurigo
  • Anna Thommen, regista, Basilea

7° concorso documentario-CH

Con il suo progetto «Das Einzige, was wir zu fürchten haben, ist die Furcht selbst.» («L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa», Franklin D. Roosevelt, 1933), Mirjam von Arx si aggiudica il 7° concorso Percento culturale Migros documentario-CH, incentrato sul tema dell' utopia. La regista zurighese ha ricevuto il premio il 20 gennaio 2017 in occasione delle Giornate di Soletta.

Al centro del progetto di Mirjam von Arx c’è la paura. La paura è una delle emozioni umane di maggiore intensità e impatto. Ha effetto su giovani e adulti, influenza le decisioni personali come pure la politica mondiale. «Das Einzige, was wir zu fürchten haben, ist die Furcht selbst» («L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa») è un tentativo satirico ma anche empatico di spiegare quali sono i meccanismi della paura e come possiamo sfruttarli a nostro vantaggio. Dal filosofo all’istruttore di sopravvivenza passando per la sportiva estrema, la pellicola dà voce a persone che si occupano professionalmente della paura nonché della valutazione e prevenzione dei rischi. In particolare ci si chiede se l’idea di una società senza paure sia un’utopia auspicabile o se la paura non sia forse indispensabile per la nostra sopravvivenza. Ulrich Seidl, presidente della giuria: «Il progetto ha convinto la giuria per la sua tematica di grande rilievo sociale e attualità nonché per l’approccio critico e allo stesso tempo satirico con cui viene affrontata. Si tratta di un film che ci coinvolge tutti.»

Laudatio di Ulrich Seidl, presidente di giuria, cineasta, Vienna

Il vincitore del 7° concorso documentario-CH indetto dal Percento culturale Migros è uscito da una rosa di tre candidati:

Mirjam von Arx – ican films, Zurigo – con «Das Einzige, was wir zu fürchten haben, ist die Furcht selbst» («L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa», Franklin D. Roosevelt, 1933) La paura è una delle emozioni umane di maggiore intensità e impatto; l’idea di un mondo privo di rischi e quindi anche di paure è un’utopia. Con il suo progetto, Mirjam von Arx illustra in tono satirico i meccanismi della paura e il modo in cui le compagnie assicurative, i produttori di armi o i politici traggono profitto dalla paura, ma anche l’atteggiamento di ciascun individuo rispetto ai rischi della vita. Ovunque si tenta di scongiurare la paura. Ma la paura non è forse anche una sensazione indispensabile per la sopravvivenza? E una società senza paura non finirebbe per diventare una distopia?

Pierre-Yves Borgeaud – Momentum Production e Louise Productions, Lausanne – con «La lutte finale» La Svizzera invecchia sempre di più: anche per i baby boomer e i sessantottini è giunto il momento della pensione. I rivoluzionari di allora sono ancora alla ricerca di alternative e si riuniscono in comunità e abitazioni condivise per anziani. In «La lutte finale», Pierre-Yves Borgeaud non si concentra tuttavia soltanto su come le persone di sinistra e i comunisti dell'epoca strutturino la fase finale della propria vita lontano da case di cura e di riposo, bensì anche su cosa ne è stato delle loro speranze passate.

Pauline Julier – Close Up Films, Ginevra – mit «La Nouvelle Atlantide» («La nuova Atlantide») Il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra è il più grande congegno che l’uomo abbia mai realizzato. Tuttavia non è nulla in confronto al Future Circular Collider, attualmente in fase di progettazione, che dovrebbe presentare una circonferenza di 100 km e fornirci dettagli ancora più precisi sulla struttura dell’universo. La regista Pauline Julier desidera seguire i lavori preliminari a questo progetto per due anni. Il suo interesse si concentra nientemeno che sulle ultime questioni – o piuttosto le prime – che l’umanità intende chiarire: la nascita dell’universo, la genesi di spazio e tempo.

Giuria 2016:

  • Ulrich Seidl, presidente di giuria, cineasta, Vienna
  • Nadine Adler, responsabile di progetto Cinema, Direzione affari culturali e sociali, Federazione delle cooperative Migros, Zurigo
  • Irène Challand, responsabile del settore documentari RTS, Ginevra
  • Jakob Tanner, storico, Zurigo
  • Anna Thommen, regista, Basilea

6° concorso documentario-CH

Con il suo progetto «Milan Noir», Sergio Da Costa si aggiudica il 6° concorso Percento culturale Migros documentario-CH, incentrato sul tema del «tempo». Il regista ginevrino ha ricevuto il premio il 22 gennaio 2016 in occasione delle Giornate di Soletta.

Il progetto cinematografico di Sergio Da Costa (produzione: Close Up Films, Ginevra) si intitola «Milan Noir»: nel centro di riabilitazione per uccelli selvatici di Ginevra non si curano solo pazienti pennuti, ma si punta anche al reinserimento dei beneficiari dell’aiuto sociale. Il regista ha seguito un rapace ferito documentandone la convalescenza – alla fine potrà tornare a volare libero. Contrapponendo la situazione del volatile a quella dei protagonisti umani, il film mostra diversi modi di vivere il tempo – il ritmo imperturbabile della natura, i cui processi non possono essere accelerati, e la velocità della nostra società votata alla massima efficienza, con la quale oramai non tutti riescono a tenere il passo.

Laudatio di Irène Challand, responsabile del settore documentari RTS, Ginevra 

Il vincitore del 6° concorso documentario-CH indetto dal Percento culturale Migros è uscito da una rosa di tre candidati:

Sandra Gysi (Tilt Production GmbH, Zurigo) con «Wir haben die Uhr – Ihr habt die Zeit» (Noi abbiamo l’orologio, voi avete il tempo). In quale altro luogo è possibile cogliere l’essenza del tempo, se non in una stazione ferroviaria caratterizzata da un continuo via vai? 24 ore nelle stazioni principali di Zurigo e del Cairo illustrano il modo in cui due culture diverse concepiscono il tempo. In ambedue le stazioni l’autrice segue determinati protagonisti attraverso i quali l’esperienza del tempo si manifesta nelle forme più svariate.

Nicole Vögele (Intermezzo Films, Ginevra) con «Closing Time». L’autrice va alla ricerca di uno stato d’animo che lei stessa chiama «Zwischenzeit» (tempo intermedio) con un documentario dai tratti poetici che coglie quei momenti che trascorrono tra lavoro e tempo libero, in cui l’essere umano è solo con se stesso. L’autrice spera di trovare questo lasso di tempo in un ristorante notturno di Taipei. Lì, dove il tempo non si ferma mai e tuttavia trascorre con lentezza inesorabile.

Sergio da Costa (Close Up Films, Ginevra) con «Milan Noir». Nel centro di riabilitazione per uccelli selvatici di Ginevra non si curano solo pazienti pennuti. Il centro è anche un luogo di reinserimento per beneficiari dell’aiuto sociale. Il regista segue la vicenda di un rapace ferito documentandone il processo di convalescenza. La situazione del volatile riflette quella dei protagonisti umani tematizzando importanti interrogativi inerenti alla società efficientistica, alla problematica ambientale e naturalmente al tempo.

Giuria 2015:

  • Nadine Adler, Responsabile di progetto Cinema, Direzione affari culturali e sociali, Federazione delle cooperative Migros, Zurigo; presidente di giuria
  • Simon Baumann, regista e produttore, vincitore del 1° concorso Percento culturale Migros documentario-CH con «Zum Beispiel Suberg»
  • Irène Challand, responsabile del settore documentari RTS, Ginevra
  • Barbara Pichler, curatrice cinematografica indipendente, Vienna
  • Lara Stoll, poetessa slam, Winterthur


5° concorso documentario-CH

Il progetto vincitore del 5° concorso documentario-CH del Percento culturale Migros incentrato sul tema "spazio" è intitolato «2,8 Tage». Il 23 gennaio 2015 la regista zurighese Jacqueline Zünd (una produzione real Film GmbH, Zurigo) ha ricevuto il riconoscimento in occasione delle Giornate di Soletta.

Il progetto di Jacqueline Zünd (una produzione real Film GmbH, Zurigo) si intitola «2,8 Tage» (2.8 giorni) e tratta il tema dei figli di genitori separati. Due adulti si separano, una famiglia si disgrega, le vite dei figli vengono divise. Da una presunta unità nascono due mondi, due spazi separati. La regista getta uno sguardo sulla situazione dell’affidamento condiviso, che è l’attuale prassi svizzera in caso di divorzio, e lo fa tentando di dar vita a un approccio filmico alla realtà e alla prospettiva dei bambini. Si apre un mondo fatto di spazi esteriori, luoghi dell’anima e "terre di mezzo" a cavallo tra i due.

Il vincitore del 5° concorso documentario-CH indetto dal Percento culturale Migros è uscito da una rosa di tre candidati:

Thomas Haemmerli (ican films GmbH, Zurigo) con «Die Gentrifizierung bin ich: Beichte eines Finsterlings». L’iniziativa contro l’immigrazione di massa ha ampiamente attinto allo «stress da densità». Paragonata a metropoli come Città del Messico o Saigon, questa asserzione tuttavia appare meno credibile. Reali sono per contro nel nostro paese la cementificazione e la penuria di alloggi. L’intenzione di Thomas Haemmerli è di ricostruire, nell’ambito di un saggio fondato su situazioni abitative autobiografiche e materiale d’archivio, la percezione elvetica e di confrontarla con altre realtà di vita.

Jacqueline Zünd (real Film GmbH, Zurigo) con «2,8 Tage». La regista getta uno sguardo sulla situazione dell'affidamento condiviso, l’attuale norma svizzera in caso di divorzio, e lo fa tentando di dar vita a un approccio filmico alla realtà e alla prospettiva dei bambini. Si apre un mondo fatto di spazi esteriori, luoghi dell’anima e di “terre di mezzo” a cavallo tra i due.

Charlie Petersmann (Intermezzo Films, Ginevra) con «Tous ne sont pas des anges»). I cantieri sono spazi di lavoro all’aria aperta. Coloro che vi lavorano provengono spesso da paesi molto lontani e costruiscono la Svizzera di domani. Nel suo film, Charlie Petersmann si avvicina al microcosmo di un cantiere della Svizzera romanda e sui muri visibili e invisibili tra operai, capi e futuri abitanti

Giuria 2014:

  • Nicole Hess, responsabile di progetto Cinema, presidentessa della giuria
    Direzione Affari culturali e sociali, Federazione delle cooperative Migros, Zurigo
  • Simon Baumann, documentarista e produttore, Suberg
  • Barbara Pichler, direttrice del festival Diagonale, Graz
  • Lara Stoll, poetessa di slam, Winterthur
  • Nicolas Wadimoff, documentarista e produttore, Ginevra
  • Sven Wälti, responsabile delle coproduzioni, direzione generale SRG SSR, Berna


4° concorso documentario-CH

Il vincitore del 4° concorso documentario-CH che, per la prima volta, lasciava carta bianca nella scelta del tema, è il regista ginevrino Daniel Schweizer con «Trading Paradise» (produzione: HesseGreutert Film AG, Zurigo).

Il progetto cinematografico di Daniel Schweizer «Trading Paradise» tratta delle società minerarie internazionali del calibro di Glencore-Xstrata e Gunvor, che hanno sede in Svizzera e che si sono trovate al centro dell’attenzione a seguito di problemi ambientali o di accuse di corruzione. Servendosi di tre esempi concreti relativi all’estrazione e al commercio delle materie prime in Africa e in America latina, Schweizer si propone di raccontare la «cronaca di uno scandalo annunciato», come si legge nel sottotitolo di questa idea cinematografica. Al regista interessano non soltanto le conseguenze del commercio delle materie prime per la popolazione locale e per l’ambiente, ma anche l’immagine della Svizzera che, essendo la sede delle aziende, torna a essere nel mirino del diritto internazionale.

Il vincitore del 4° concorso documentario-CH indetto dal Percento culturale Migros è uscito da una rosa di tre candidati:

  • Ufuk Emiroglu (Dschoint Ventschr Filmproduktion AG, Zurigo) con «T’chaux»: quando Paul Nizon pubblicava la sua rivoluzionaria raccolta di saggi Diskurs in der Enge (1970, Elucubrazioni sulla ristrettezza), la regista Ufuk Emiroglu non era ancora venuta al mondo. Nata in Turchia nel 1980 e cresciuta nella Svizzera francese, la giovane cineasta in «T’chaux» affronta la questione di come i giovani di oggi gestiscono la sensazione di ristrettezza mentale e geografica.
  • François Kohler (P.S. Productions, Châtel-St-Denis) con «La science du bonheur – entre les barreaux»: visto il sovraffollamento di parecchie carceri vodesi, le autorità si inventano un progetto pilota incentrato sulla terapia della meditazione. Obiettivo dell’intervento è mettere i detenuti nella condizione di ritrovare il proprio equilibrio emotivo.
  • Daniel Schweizer (HesseGreutert Film AG, Zürich) con «Trading Paradise»: dopo il dibattito sul segreto bancario, la Svizzera potrebbe finire nuovamente nel mirino della critica internazionale come paradiso del commercio di materie prime, con soggetti del calibro di Glencore-Xstrata o Gunvor che si confrontano regolarmente con problemi ambientali e accuse di corruzione nelle zone dove operano.


3° concorso documentario-CH

Vincitore del 3° concorso Percento culturale Migros documentario-CH sul tema «Coraggio? Coraggio!» è Thomas Isler con il progetto cinematografico «Es wird kalt in Europa» (produzione: maximage, Zurigo).

Il progetto cinematografico di Thomas Isler (produzione: maximage, Zurigo) ha come sottotitolo «Die falschen Freunde der Direkten Demokratie» («I falsi amici della democrazia diretta»). È dedicato al fenomeno dei partiti della destra radicale in Europa che traggono ispirazione dal sistema politico svizzero. Il regista coglie con la telecamera gli interventi dei rappresentanti svizzeri dell’UDC, chiede a portavoce dei partiti della destra borghese in Germania, Francia e Austria cosa intendano per democrazia e a storici e filosofi una valutazione sociale. Scopo del film è confrontare la Svizzera quale «isola nostalgica», che si vede in primis bilancia dello stato di diritto, con il suo ruolo in un’Europa scossa dalla crisi.

Il vincitore del 3° concorso Percento culturale Migros documentario-CH è stato scelto tra i tre progetti seguenti:

  • Floriane Closuit (produzione: Intermezzo Films, Losanna) con «Pas à pas» («Passo dopo passo») L’autrice, che soffre da qualche anno di sclerosi multipla, ha documentato con la videocamera sotto forma di diario filmico il decorso della malattia e la lotta contro le limitazioni fisiche. Immagini personali, talvolta molto intime, si intrecciano con scorci del suo ambiente sociale e del team medico che la assiste. Obiettivo di questo coraggioso progetto cinematografico è riflettere in modo più ampio su argomenti come la normalità, la dignità umana, il senso della vita e l’integrazione sociale.
  • Thomas Isler (produzione: maximage, Zurigo) con «Es wird kalt in Europa» («Sta diventando freddo in Europa») Thomas Isler nel suo progetto sottotitolato «Gli amici sbagliati della democrazia diretta» s’interessa al fenomeno che vede molti partiti della destra radicale europea ispirarsi al sistema politico svizzero. Mette a confronto le loro idee populiste con l’immagine che il nostro Paese ha di sé, ossia bilancia dello stato di diritto, seppur in crescente conflitto con i diritti dell’uomo. Obiettivo della sua ricerca è rintracciare il concetto di democrazia in un’Europa scossa dalla crisi.
  • David Vogel (produzione: Dschoint Ventschr, Zurigo) con «Nicole heisst jetzt Aïcha» («E ora Nicole si chiama Aïcha») In Svizzera, dove prevale la religione cristiana, sono numerose le persone che ogni anno si convertono all’Islam. Per scoprire cosa induce loro a compiere questo passo, l’autore accompagna nella vita quotidiana due giovani donne: una che si è già convertita e l’altra che sta meditando di cambiare religione. Entrambe studentesse, provengono da ambienti diversi: una famiglia religiosa di ispirazione UDC e una realtà multiculturale. Obiettivo del film è individuare i motivi che portano alla conversione, ma anche l’irritazione che causa tale passo nella società.


2° concorso documentario-CH

Vincitore del 2° concorso Percento culturale Migros documentario-CH

«Gasthaus Helvetia», ecco il nome del progetto vincitore del 2° concorso Percento culturale Migros documentario-CH. L’«osteria» è un luogo di libertà? Questa è la tesi cui il documentarista Eric Bergkraut, nato nel 1957, si è ispirato per il suo progetto «Gasthaus Helvetia» («Osteria Helvetia») lasciandosi sorprendere dall’opposto ipotizzato e dalla possibile conferma nella stessa misura. Di che libertà si tratta? Le osterie, che per Eric Bergkraut sono poco comuni solo perché sono comuni, sono situate in tre parti diverse del paese. Queste e i loro ospiti riflettono le libertà cariche di parole o di silenzi di diverse culture? O – stando alla citazione di Bergkraut – «il programma generale è un vero mortorio»?

I vincitori della prima fase del 2° concorso Percento culturale Migros documentario-CH

  • Elda Guidinetti e Andres Pfaeffli, entrambi domiciliati a Meride, mettono a confronto, in «Libertà sorvegliate», i giovani di tutte le fasce sociali con il processo del XVII secolo contro Anastasia Provino. Gli autori sviluppano un progetto di cross-media sul concetto di libertà e le libertà delle giovani generazioni.
  • Eric Bergkrautdi Zurigo comincia, in «Gasthaus Helvetia», un viaggio alla ricerca delle ultime osterie svizzere di lunga tradizione e quindi di un luogo di libertà.
  • Valérianne Poidevin di Losanna presenta con «Lauriane in L.A.» il ritratto di una Ex-Miss Svizzera fare fortuna a Hollywood come attrice. Se non si è ancora diventati ciò che si vorrebbe essere si ha, nonostante tutte le paure da affrontare, la libertà di reinventarsi.


1° concorso documentario-CH

Vincitore del 1° concorso Percento culturale Migros documentario-CH

Simon Baumann, di Suberg (BE), vince il primo concorso Percento culturale Migros documentario-CH con «Zum Beispiel Suberg» dedicato al tema «Spazio di vita - Vivere insieme». Il cineasta, telecamera alla mano, prova a integrarsi nel paese nel quale vive da 30 anni, ma nel quale non conosce i vicini di casa né ha amici.

I vincitori della prima fase del 1° concorso Percento culturale Migros documentario-CH

  • Fred Florey e David Epiney, entrambi di Ginevra, con «La clé de la chambre à lessive», un ritratto politico e poetico di una casa condizionata dall’etichetta della ghettizzazione sociale.
  • Cédric Fluckiger e Simon Soutter, entrambi di Ginevra, con «L’Usage du travail», un racconto su uno spazio di vita chiave, uno di quegli uffici di consulenza sindacale dove lavoratrici e lavoratori cercano un primo consiglio.
  • Andrea Müller di Bettingen (BS) e Adrian Zschokke, di Zurigo, con «Reverse flow», un film nel quale il paese dei missionari, la Svizzera, diventa terra di missione della «Mega Church Ligthhouse Chapel International».
  • Roman Vital e Claudia Wick, entrambi di Zurigo, con «Valzeina», la storia di un idilliaco villaggio di montagna, che invece di bambini in vacanza deve ospitare dei richiedenti l’asilo provenienti da tutto il mondo.

I festival cinematografici offrono ai cineasti una piattaforma indispensabile per essere scoperti da un pubblico interessato e da potenziali distributori.

Festival cinematografici

Il Percento culturale Migros sostiene i festival cinematografici professionali svizzeri che propongono misure di promozione a lungo termine delle giovani leve svizzere e/o degli sceneggiatori. Per maggiori informazioni, consultare le Direttive (Richtlinien / directives.

Non vengono assegnati contributi per:

  • festival cinematografici regionali;
  • cinema all’aperto.

A partire da gennaio 2021 verranno sostenuti progetti cinematografici attraverso i contributi di sostegno interdivisionali del Percento culturale Migros. Inoltre, nella primavera 2021 verrà lanciato un nuovo progetto di sostegno per lo sviluppo di materiale per tutti i formati narrativi audiovisivi. Seguiranno ulteriori informazioni.


Le nuove tecnologie audiovisive digitali mettono in discussione i tradizionali limiti della narrazione, della distribuzione e della produzione. Il Percento culturale Migros promuove progetti cinematografici che offrono nuove prospettive e forniscono impulsi per la crescita del cinema a tutti i livelli: dalla realizzazione, alla valorizzazione, alla diffusione.

Nuove prospettive

Vengono promossi ad esempio progetti cinematografici in ambiti digitali come la realtà virtuale, il VOD, i film interattivi o i festival online, ma anche approcci innovativi in campi come lo sviluppo del soggetto, la diffusione o la promozione delle giovani leve.

Particolare attenzione viene rivolta ai progetti incentrati sul lavoro delle nuove leve.

Non vengono assegnati contributi per:

  • progetti il cui budget supera i 200 000 franchi;
  • produzioni cinematografiche tradizionali;
  • videogames tradizionali;
  • progetti digitali estranei al campo cinematografico (a tal proposito, consultare le direttive «Cultura digitale: contributi per le opere» o le direttive «Cultura digitale: promozione della diffusione»).

A partire da gennaio 2021 verranno sostenuti progetti cinematografici attraverso i contributi di sostegno interdivisionali del Percento culturale Migros. Inoltre, nella primavera 2021 verrà lanciato un nuovo progetto di sostegno per lo sviluppo di materiale per tutti i formati narrativi audiovisivi. Seguiranno ulteriori informazioni.